martedì 16 gennaio 2018

Pacco viveri (Lavori pesanti ed esami di coscienza)



aspetto in fila, non sono solo
il mondo visto da qui non è un granché,
gli occhi sono tutti bassi, sulle punte delle scarpe,
ma a volte, pure le scarpe sono motivo di vergogna. 
Eppure non credo, almeno non credo
che qualcuno qui debba vergognarsi di qualcosa o di qualcuno;
però nessuno parla, nessuno ti guarda. 
Le punte delle scarpe,guardiamo tutti quello; 

perchè qui dentro nessuno
perchè sono convinto che qui dentro nessuno meriti elemosine
o avanzi
scarti di qualche generoso; 

meritiamo forse la luce del sole
meritiamo forse una casa
meritiamo forse qualcuno a casa che ci aspetta 
meritiamo la dignità e dovremmo camminare a testa alta

invece ci guardiamo le punte delle scarpe 
sperando che stavolta ci sia mezzo litro di latte
o la pasta, che quella è buona anche solo con l'olio
un sorriso, un abbraccio ed un sorriso;
invece nessuno ci sorride
mai.

Mettiamo a disagio, creiamo imbarazzo
e quello con la barba non ci riesce nemmeno a guardare, 
forse perchè si chiede per quale motivo
lui ci consegna il pacco invece di riceverlo

lunedì 15 gennaio 2018

Championship Vinyl - Week in Rock 2.2 (8-14 gennaio)






IERI:
8 gennaio 1935 - Nasce a Tupelo Elvis Aaron Presley,
8 gennaio 1937 nasce shirley bassey
8 gennaio 1946 nasce robbie krieger dei doors
8 gennaio 1947 nasce david bowie
8 gennaio 1957 bill haley and the comets iniziano il primo tour di rock mai arrivato in australia
8 gennaio 1966 nasce andy wood dei mother love bone
8 gennaio 1993 i litfiba pubblicano terremoto
8 gennaio 2016 esce l'ultimo disco di david bowie blackstar, unico ad arrivare al n.1 delle classifiche usa
8 gennaio 2016 muore otis clay

9 gennaio 1941 nasce joan baez
9 gennaio 1944 nasce jimmy page
9 gennaio 1950 nasce david johansen delle new york dolls, in seguito nei panni di buster pointdexter
9 gennaio 1963 charlie watts entra nei rolling stones
9 gennaio 1967 nasce dave matthews

10 gennaio 1939 nasce scott mckenzie
10 gennaio 1943 nasce jim croce
10 gennaio 1945 nasce rod stewart
10 gennaio 1948 nasce donal fagen co-fondatore degli steely dan
10 gennaio 1964 esce per la vee jay records introducing the beatles, primo album dei beatles pubblicato in america, verrà ritirato dal mercato a fine anno per una causa legale con la capitol records che pochi giorni dopo pubblicò meet the beatles, ma dopo aver venduto più di 1 milione e 300mila copie
10 gennaio 1964 i rolling stones all'olympic studios di londra incidono not fade away
10 gennaio 1976 muore howlin' wolf
10 gennaio 2001 muore bryan gregory dei cramps
10 gennaio 2016 muore david bowie
10 gennaio 2018 muore fast eddie ex chitarrista dei motorhead

11 gennaio 1942 nasce clarence clemons
11 gennaio 1967 la jimi hendrix experience registra purple haze ai de lane lea studios di londra
11 gennaio 1999 muore fabrizio de andrè

12 gennaio 1959 nasce bixa bargeld dei bad seeds di nick cave
12 gennaio 1960 nasce charlie gillingham dei counting crows
12 gennaio 1963 nasce fabio rinaudo dei liguriani
12 gennaio 1969 esce in inghilterra il primo album dei led zeppelin
12 gennaio 1970 nasce zach de la rocha dei rage against the machine
12 gennaio 2003 muore maurice gibb dei bee gees

13 gennaio 1968 - johnny cash si esibisce in due show nel carcere di folsom, in california.
13 gennaio 1973 - al rainbow theatre di londra un gruppo di amici tiene un concerto per salvare un uomo dall'eroina; l'uomo si chiama eric clapton ed il concerto è organizzato da pete townsend degli who e con lui suonano ronnie wood, stevie winwood e jim capaldi.
13 gennaio 1979 Donny Hathaway si suicida

14 gennaio 1936 - nasce alain toussaint, cantante ed autore americano
14 gennaio 1966 nasce zakk wylde
14 gennaio 1991 esce hunger strike primo singolo dei Temple of the Dog
14 gennaio 1982, nasce Caleb Followill, lead singer, rhythm guitarist, Kings of Leon
14 gennaio 1992 - jerry nolan, batterista delle new york dolls, muore di ictus

HIT PARADE 13 GENNAIO 1968 ITALIA:

  1. L'ora dell'amore - Camaleonti
  2. L'ultimo valzer - Dalida
  3. Il sole e' di tutti - Stevie Wonder
  4. San Francisco - Scott McKenzie
  5. Mama - Dalida
  6. Due minuti di felicita' - Sylvie Vartan
  7. Poesia - Don Backy
  8. Tenerezza - Gianni Morandi
  9. Nel cuore, nell'anima - Equipe 84
  10. Io ti amo - Alberto Lupo


HIT PARADE 13 GENNAIO 1968 U.S.A.:

1 1 HELLO GOODBYE –•– The Beatles
2 3 JUDY IN DISGUISE (With Glasses) –•– John Fred and His Playboy Band 
3 2 DAYDREAM BELIEVER –•– The Monkees 
4 5 WOMAN, WOMAN –•– The Union Gap Featuring Gary Puckett 
5 4 I HEARD IT THROUGH THE GRAPEVINE –•– Gladys Knight and the Pips 
6 7 CHAIN OF FOOLS –•– Aretha Franklin 
7 8 BEND ME, SHAPE ME –•– The American Breed
8 6 I SECOND THAT EMOTION –•– Smokey Robinson and the Miracles 
9 12 GREEN TAMBOURINE –•– The Lemon Pipers 
10 10 SKINNY LEGS AND ALL –•– Joe Tex 

OGGI:

Il disco in uscita di questa settimana è "Le nuvole si spostano comunque" di Edoardo Chiesa

DOMANI:

19 gennaio raindogs house savona - Starfuckers - Meteor - Rolando/Bacher ingresso 10e con tessera arci

19 gennaio beer room pontinvrea - Daniele Valanzola (+ Band) ingresso libero

19 gennaio arci messico e nuvole albenga - le canzoni da marciapiede

20 gennaio arci chapeu savona - edoardo chiesa presentazione nuovo disco ingresso libero

20 gennaio raindogs house savona - francesco piu + francesco rebora ingresso 10 euro con tessera arci

21 gennaio arci chapeu savona - tuttifrutti bash tondelayo's flight

21 gennaio rockcafè via mastrangelo savona - i grandi album della storia del rock, davide geddo presenta blood on the tracks di bob dylan


domenica 14 gennaio 2018

Il tempo è dalla parte di Beppe Trabona




Arriva finalmente al traguardo del primo disco beppe trabona, musicista di albenga, da anni avvezzo a palchi e chitarre, che si è deciso a valorizzare il suo talento compositivo.

L'album ha un filo conduttore ben preciso, come si evince dal titolo, cioè il tempo, inteso in diversi significati ed altrettante sfumature.

A farla da padrone nei suoni è un pop elegante suonato in punta di chitarra, avvolto in atmosfere affascinanti, grazie anche agli ottimi musicisti, tutti "vicini di casa" di beppe, che lo accompagnano.

Musica da ascolto, da gustare come ed insieme ad un buon vino, che bisogna lasciar decantare e goderne la bellezza senza fretta.

Album che cresce di ascolto in ascolto e che grazie al "filo conduttore" di cui sopra ci invita a riflessioni e pensieri mai banali né scontati, come del resto non sono affatto i testi, con i quali beppe dimostra una grande attenzione alle parole.

Apre le danze Paura del mare, scritta da simone conti gennaro, un altro che quando c'è da organizzare qualcosa per celebrare il bello è sempre in prima linea.

Il brano parla di paure e di come sia il tempo di superarle; posto non a caso all'inizio, usa il mare come metafora della vita, affascinante quanto spaventosa e di come il tenersene lontani significhi restare sempre al punto di partenza; a noi che viviamo in liguria, il mare fa sto effetto, lo guardiamo di sbieco, indecisi tra il tuffarci e il girarci indietro; ma la paura del mare e di amare ci farebbe restare a riva, al sicuro, ma destinati ad una vita banale e priva di emozioni ed onde.

Tutto è un gioco invece parla dell'imprevedibilità del tempo e dell'importanza di voler sfidare le abitudini e le storie già scritte. Se dobbiamo giocare, allora giochiamo fino in fondo, senza superficialità o eccessiva leggerezza. Da bambini il gioco è la cosa più seria che abbiamo, manteniamo questa mentalità e buttiamoci; la "società sportiva" che manca non è mica solo la squadra di pallone, ma il senso comune della bellezza del gioco stesso. È tempo di giocare quindi, proviamoci.

Il tempo del sogno è invece il momento in cui del tempo riusciamo o forse ci illudiamo di riuscire a gestirlo ed a governarlo; Quando mi addormento racconta della voglia di fermare i sogni quando svegliandoci li sentiamo svanire tra le mani e le pieghe della memoria, per colpa del rumore o della rabbia. Il tempo del riposo visto come attimo da cristallizzare, per vivere una vita intera in poche ore e poterne disporre a piacimento.

Della tentazione di fermare e manipolare il tempo si canta anche in Per mille volte ancora, dove beppe costruisce una macchina del tempo grazie alla quale può migliorare sé stesso e rivivere i momenti cruciali della sua vita.

Dei tempi dell'amore si è scritto e cantato forse tutto lo scrivibile ed il cantabile, ma se è vero come dicevano quei tizi che All you need is love allora non stanchiamoci di canzoni d'amore.

Un angelo in regalo e Tra due note e le parole parlano di questo sentimento così "banale" ma irrinunciabile. Amore fisico, ma talmente bello ed intenso che lei ha le sembianze di un angelo ed ancora fa tornare il tempo del sogno, ma ad occhi aperti, per paura che il sonno cancelli ciò che è vero.

Nel secondo brano beppe cala l'asso ospitando la bravissima nicoletta ghilino, voce ed occhi azzurri dei Ni.Co, presente anche in Tutto è un gioco dove condivide i cori con un'altra voce femminile deliziosa delle mie parti, sara basso dei 4-sixtyfive.

Questo brano alza le pretese e le richieste da fare all'amore, si parla di essenza di noi stessi e si intuisce che per i protagonisti sembra sia arrivato il tempo di costruire una storia decisamente importante dove al sarò ed al sarai si sostituisca con una melodia il saremo.

Tempo di amare ma anche di soffrire e di conseguenza tempo di partire se non addirittura scappare.

Verso l'argentina è la mia preferita del disco; svolta decisa da un punto di vista musicale, con un tango che richiama il paese del titolo, ma anche l'atmosfera di tristezza e malinconia che permea il testo. Un tradimento, un abbandono, non lo sappiamo, ma siamo sul ponte della nave destinata oltreoceano mentre genova si sveglia, il faro si accende e forse lei piange chissà dove.

Tu porti via il tempo ha vinto la scorsa estate l'importante riconoscimento Varigotti Festival - Premio Nazionale per la canzone d'autore ed è un singolo perfetto sia per l'innegabile appeal radiofonico, sia perchè riassume nei suoi 5 minuti scarsi le tematiche dell'album e l'attenzione di beppe al concetto di tempo.

Ancora amore e tempo da dedicare o che si vorrebbe dedicare ad esso nei due brani che chiudono il disco. Il tempo di sentire la mancanza, tempo amaro, tempo che non passa mai, tempi duri.
È per te dice di un amore lontano, dice di distanze e tempo passato a pensarla.

Si finisce con E allora, un modo per dirci che ora è tempo di andare, di svoltare le nostre giornate; è tempo che questa pioggia finisca e domani mattina dopo essere stati male senza far finta, sia tempo di trattare meglio il nostro cuore.
4
Nemmeno il tempo di far sfumare il brano, che è già tempo di far ripartire il disco.


venerdì 12 gennaio 2018

Due eroi in panchina - Roberto Quartarone




Due eroi in panchina di Roberto Quartarone (Edizioni inContropiede) racconta la vita di Géza Kertész e István Tóth-Potya, due allenatori ungheresi che vennero in italia ad insegnare calcio a ridosso della seconda guerra mondiale, lasciarono ottimi ricordi e molto affetto, prima di tornare in patria ed essere coinvolti nella follia nazista.

È un libro che parla di sport e vita, un libro dove il calcio è una metafora dell'esistenza, un rifugio di bellezza davanti all'orrore, uno strumento per andare avanti.

In un dialogo nemmeno troppo inventato, i due protagonisti ripercorrono le loro carriere a poche ore dalla fucilazione.

La panchina non è solo il loro "posto di lavoro" che hanno frequentato con passione per anni, ma anche una zona isolata e lontana dai riflettori dove la loro storia è stata per troppo tempo riposta con colpevole facilità.

Insegnare i valori in campo e fuori, questo fecero questi due allenatori, per i quali fu naturale traslare questa modalità di lavoro anche nei confronti della folle realtà che si trovarono ad affrontare nell'ungheria invasa dai tedeschi.

Lo sport è passione per la vita, organizzazione, lavoro di squadra, quanto di più lontano dalla follia tedesca che li travolse.

Inevitabile, per due uomini di sport, scegliere di sacrificare le loro carriere e finanche le loro vite per opporsi a tutto questo.

Non a caso per tenersi vivi in mezzo a quell'oceano di morte, i due protagonisti parlano di calcio, ricordano luoghi, momenti, episodi, aneddoti che possano sollevarli da quello sprofondo in cui sono precipitati.

La morte non è il triplice fischio finale, perché mossi dalla stessa passione per lo sport e per la loro città, 3 ragazzi catanesi hanno ricostruito queste vicende ed hanno fatto in modo che a venissero tributati i giusti onori.

Curioso leggere che tra i parenti che hanno contribuito a tale opera di giustizia, ci fossero anche persone che abitavano a Savona.

Come in una avvincente sfida, leggendo il libro si spera fino all'ultimo che la "nostra" squadra segni il gol vincente, ma è comunque importante che anche se ampiamente dopo il novantesimo, a Geza e Istvan sia stato riconosciuto un ruolo importante nel tabellino di quella pagina orrenda.

Un libro da far leggere ai corsi per allenatori.

martedì 9 gennaio 2018

Andy Wood, l'inventore del grunge - Valeria Sgarella



https://www.amazon.it/Andy-Wood-Linventore-del-grunge-ebook/dp/B01L0EN70Y/ref=sr_1_8?ie=UTF8&qid=1515518017&sr=8-8&keywords=sgarella

Un pomeriggio del settembre 1991 ero in giro per firenze con una amica intanto che progettavo il mio grandioso fallimento universitario a siena.

Ovviamente le chiesi di accompagnarmi in un negozio di dischi e scartabellando trovai un vinile di un gruppo che non conoscevo (all'epoca non era certo chissà che novità), ma che esibiva sulla copertina un adesivo interessante: featuring members of soundgarden and pearl jam.

Uhm

Sti Temple of the dog non li avevo mai sentiti nominare, ma il mio precario inglese mi faceva ben sperare di sentire all'opera membri di uno dei gruppi che in quel periodo ascoltavo maggiormente.
Non era ancora esplosa in me la passione per i Pearl Jam che mi accompagna tuttora, non avevo ancora ben capito fino a che punto fosse realistico e sincero il grido strozzato dei Nirvana, ma a 19 anni i soldi in tasca duravano comunque poco e quell'adesivo era un motivo più che valido.

Ebbi quindi tra le mani la testimonianza di un momento storico che ovviamente non conoscevo, né conobbi per ancora qualche anno.

Nel momento in cui il mondo si accorse di seattle era già tutto finito, dice il batterista dei MLB, citato nel libro di valeria sgarella e adesso, dopo aver divorato queste pagine, magari non condivido l'opinione, ma ne capisco e comprendo l'iperbole.

Andy Wood, maledetto figlio di puttana, perchè ti sei buttato via così?

A quasi 28 anni dalla sua morte mi sono ritrovato a pensare addirittura ad alta voce questa cosa, una volta arrivato alla fine del libro.

La storia della prima vera rockstar di seattle, perchè attenzione, jimi hendrix se ne andò in fretta da lì.

Un libro che ripercorre "la scena di seattle" da prima che il termine GRUNGE (qui ben contestualizzato ed ovviamente de-mitizzato) riempisse la bocca e le orecchie del mondo, comprese le mie.

Cosa potevo saperne io che divoravo la cassetta di ten, che prima di eddie, prima del video dove lui si arrampica sulle balaustre del teatro, era già stata scritta una pagina luminosa quanto triste della storia del rock?

Andy Wood, nato lo stesso giorno di elvis e david bowie, schiacciato tra due nomi del genere e forse anche per questa coincidenza così smaccatamente portato a stare su un palco. Andy il buffone, quello che affrontava i problemi ridendoci sopra, quello che come tutti i clown nascondeva lacrime e dolori dietro al cerone ed ai sorrisi.

La storia di andy, dei malfunkshun prima e dei mother love bone dopo è la storia di un momento musicale unico e forse irripetibile, dove una comunità di musicisti, accomunati più da una comunione di sentimenti che da suoni simili (il grunge NON è un genere musicale) trova in wood il cappellaio matto che sta per fare il botto a cui tutti in cuor loro sapevano fosse destinato.

La trama è questa, ben raccontata da valeria, con un lavoro di fonti e testimonianze importante, ma quello che resta più addosso è la sensazione, per quanto retrodatata di avere davanti agli occhi la nascita del movimento musicale che più di tutti ha caratterizzato gli anni 90.

Un movimento che andy avrebbe meritato di vivere da protagonista, non postumo.

Ma non solo.

Perchè è la storia di un ragazzo fragile che non riesce a salvarsi né a farsi salvare (la fidanzata xana e stone gossard sono quelli che capiscono meglio questa verità)

Perchè chris cornell inizia a morire in quella stanza di ospedale dove le macchine tengono in vita andy solo perchè lui lo possa vedere ancora una volta.

Perchè la presenza fugace e incostante di kurt cobain spiega già in parte la fine che farà.

Perchè la determinazione con cui eddie da chicago entra in quella scena fa capire perchè oggi i pearl jam siano non solo i sopravvissuti, ma "i classici" di seattle.

Perchè I'm gonna save you fucker, not gonna lose you non è solo per mike

Qualcosa di tutto questo si intuiva già dal film pj20, dove oltre al racconto della seattle pre-pearl jam, mi aveva colpito anche la determinazione con cui stone e jeff rivendicavano il fatto che i PJ erano la LORO band: certo che lo era, era la loro band e la loro ancora di salvezza, come quel disco in cui si trovarono a cantare e suonare in memoria della prima rockstar di seattle e che io presi per via di un adesivo

Un libro che mi ha fatto tornare indietro negli anni, al periodo di scoperte non solo musicali che sono stati i miei 19\20 anni, periodo di ambizioni, illusioni, fallimenti, ma che ricordo ancora oggi come fertile e vivo.

E poi con una colonna sonora meravigliosa.

lunedì 8 gennaio 2018

Championship Vinyl - Week in Rock 2.1 (1-7 gennaio)



È ripreso domenica 7 gennaio il mio programma Championship Vinyl.

Mi sono occupato della settimana dall'1 al 7 gennaio, ripercorrendo i fatti salienti avvenuti in questi giorni.

Si è parlato di Ivan Graziani e Giorgio Gaber, Bob Dylan e Bruce Springsteen, i Doors e i Beatles.

Ho poi dato un'occhiata alle top ten italiana ed americana della corrispondente settimana nel 1968.

Come nuova uscita ho proposto i Black Rebel Motorcycle Club.

In conclusione ho elencato gli appuntamenti con la musica live in provincia di Savona dal'8 al 13 gennaio.

Potete ascoltare la puntata in automatico tenendo aperta questa pagina oppure cliccando qui

sabato 6 gennaio 2018

Segui sempre i tuoi sogni. Al bivio con i Cheap Wine



C'è un uomo ad un incrocio, all'inizio di Dreams, dodicesimo album dei Cheap Wine, eroico gruppo rock marchigiano che ha festeggiato con questo disco il ventesimo anno di attività. (VENTANNI!!)

Metti l'incrocio che noi malati di america chiamiamo crossroad, mettici la chitarra all'inizio di Full of Glow che sa molto di stones, in un attimo si capisce che stiamo entrando in una storia importante, da leggere, ascoltare e vivere con attenzione.

Quindi il bivio, le crossroads, il blues, che in questo album striscia insidioso un po' in ogni pezzo e ci aiuta a comprendere quanto sia profondo il travaglio del protagonista; e dove c'è un bivio e dove c'è il blues, non può che esserci Robert Johnson.

Full of Glow apre il disco facendoci intendere che chi parla lo vuol fare direttamente, senza filtri o bugie e senza peli sulla lingua; tutte le canzoni del disco sono scritte in prima persona e alla fine dell'ascolto di Dreams, forte è l'impressione di aver ascoltato un amico raccontarci del suo viaggio all'inferno, felice di potercelo raccontare.

Il mondo è in disordine, soprattutto quello interiore, e per provare a muoverci dobbiamo incontrare strani personaggi. Sono diversi quelli che compaiono nel disco, a partire dal serpente pigro ed orbo, che predica calma, per proseguire con il blues in persona, mister Robert Johnson, che appare a fine canzone, in compagnia ovviamente del diavolo, per dare la scossa necessaria ad intraprendere questo doloroso viaggio.

La musica come salvezza e come peccato dunque, la spinta per procedere ed il demone sempre a fianco, la musica che contiene in sé gli elementi fondamentali per salvarsi: l'amore ed il sogno, ma che ti ricorda sempre che la tentazione, quella più dolce, è sempre dietro l'angolo.

Full of Glow va collegata alla title track, perchè l'uomo che davanti ad un incrocio resta paralizzato dall'indecisione è lo stesso che parla ad un figlio nel brano conclusivo; la strada è stata lunga, dura e pericolosa, sono servite lacrime, sangue e merda, ma alla fine la strada porta ad un traguardo, che NON sono i fiori sgargianti in copertina, bensì il cielo che si intravede dentro di essi.

Ma per arrivare a tenere in braccio un figlio, metafora molto concreta ed autobiografica e potergli indicare a sua volta una strada, il nostro protagonista passa attraverso momenti importanti e dolorosi.

Il capire la necessità di spogliarsi di tutto per arrivare al cuore, al nocciolo della vita, porta l'uomo alla nudità ed alla derisione; il mondo oggi è pieno di cose e chi se ne libera, fino all'estrema rinuncia, viene deriso, perseguitato ed arrestato, tragicomico paradosso della realtà dove "è il travestimento da condannare".

Un inquietante pagliaccio "kinghiano" compare in The wise man's finger, amara ballata che sottolinea come ormai l'essenziale sia diventato contorno e tutti si affannino alla ricerca del futile. Perfino la luna guarda il dito del saggio, conclude tristemente l'uomo che cammina al buio, uno dei pochi con un cuore, costretto però a nasconderlo, perché ormai anche il cielo non si interessa più della verità ed il diavolo può avvolgerci con i suoi occhi carichi di morte.

Prospettive del genere non fanno altro che creare inquietudine in chi ancora cerca un senso al proprio esistere, quindi in Pieces of disquiet è la paura che regna sovrana, la paura della notte, del buio per gli occhi e per l'anima, che blocca e rende incapaci di proseguire. È l'ennesimo momento cruciale continuare, combattere la paura o arrendersi ad essa? Il brano non risponde, l'uomo è perso ad ascoltare il silenzio nella sua testa, rotto solo da angoscianti insetti che ci camminano dentro.

Bob Dylan che rivisita Orwell, questa a caldo l'impressione che ho avuto ascoltando e leggendo la traduzione di Bad Crumbs and pats on the back; uno scenario tragicomico, conigli e maiali, i corvi che banchettano, il degrado sembra inarrestabile, ma il protagonista in tutto questo fa due cose: si sveglia e ritrova nel suo essere bambino la purezza necessaria ad andare oltre; dopo tanto buio forse davvero è una giornata di sole.

Il viaggio continua quindi e l'uomo si concede il lusso di guardarsi attorno, dopo tanta miseria e tanta oscurità, per riscoprire nella semplicità di ciò che abbiamo attorno un buon motivo per essere speranzosi. In Cradling my mind ancora non si sa dove si stia andando, ma questa indecisione ora è affiancata da una serenità nuova.

Musicalmente tutto il disco pulsa di una energia nascosta, mai esplicita, basso e batteria danno forte il senso della vitalità dell'uomo, ma i giri restano sempre bassi, il motore è impaziente ma il piede non schiaccia mai l'acceleratore fino in fondo.

Tranne in For the brave, dove la macchina da rock che sono da 20 anni i Cheap Wine deflagra potente con l'organo che da la carica come una tromba davanti ad un battaglione pronto all'attacco conclusivo. Ci vuole coraggio, capisce l'uomo dopo che la luce ha preso il posto del buio ed ora l'orizzonte appare meno scuro. C'è una via d'uscita per i coraggiosi, da questo posto che sembra il paese dei balocchi di Pinocchio, raccontato però da Lovecraft.

Si inizia ad intravedere l'uscita e gli ultimi brani ci raccontano le tappe finali dell'uomo, che capisce come l'amore sia la forza principale per attraversare la pioggia come l'arcobaleno. I wish I were the rainbow è la luce che illumina un volto tra tanti rendendolo però unico agli occhi di chi lo incontra, è un sorriso che ci denuda ma stavolta per amore, con amore, per farci arrivare al nostro io più profondo.

Il viaggio è finito, l'uomo riflette sdraiato sul letto, due paia di gambe che si incrociano, pensieri che si alzano e l'uomo che  capisce che tutto quello che è successo prima non va dimenticato, nè perduto, ma conservato per crescere; è tempo di volare ora, liberi da fardelli inutili e rischiosi.

Arriviamo a Dreams, brano che chiude il disco. 

L'uomo è sul letto, vicino ad un bambino, suo figlio, che cerca di svegliarsi o forse dorme ancora.
L'uomo gli parla come mai ha fatto prima d'ora, le sue parole sono amore, saggezza e libertà: figlio mio, sono qui di fianco a te e ci sono arrivato passando per strade cariche di indecisione, buio, falsità, dolore, ma siamo qui, ora e là fuori c'è un mondo che si sta preparando per te.
Le parole di questa canzone avvolgono il cuore di bellezza ed amore, una sorta di testamento spirituale, per il figlio ma anche per sè stesso, come un esame di coscienza per capire se tutto è stato fatto, e la risposta è SI.

Il padre sa che il figlio dovrà fare la sua strada e probabilmente in certi momenti non ascolterà affatto i suoi consigli, ma sa anche che questo è il fine ultimo di ogni vita davvero vissuta, lasciare qualcosa di buono nella vita di chi ci sta accanto, soprattutto nella vita di chi da noi ha ricevuto la vita.

E dopo tutto quello che ha passato, quando le utopie che pensava fossero sogni irrealizzabili hanno iniziato ad essere concreti obiettivi ecco che ci viene svelato come l'uomo (ed i Cheap Wine stessi) sublimi in questo momento tutte le sue esperienze. L'uomo è scappato dalla beggar town di cui i CW cantavano nel disco precedente ed il padre non si stanca di ricordare che "the system is based on lies" (titolo del terzultimo album e primo di una trilogia che si chiude ora).

Resta un bambino, resta una frase che sintetizza una vita e una carriera 
"più di ogni altra cosa, segui sempre i tuoi sogni".

La musica pian piano sfuma, lasciando spazio ad un rumore di sottofondo, quasi come di grilli alle prime ore mattutine.

C'è un giorno nuovo da vivere, c'è una vita nuova da costruire.